Warning: Illegal string offset 'detectBots' in /nfs/c04/h07/mnt/62785/domains/ideavino.net/html/wp-content/plugins/simple-ads-manager/widget.class.php on line 27

Warning: Illegal string offset 'detectBots' in /nfs/c04/h07/mnt/62785/domains/ideavino.net/html/wp-content/plugins/simple-ads-manager/widget.class.php on line 166

Warning: Illegal string offset 'detectBots' in /nfs/c04/h07/mnt/62785/domains/ideavino.net/html/wp-content/plugins/simple-ads-manager/widget.class.php on line 305

Warning: Illegal string offset 'detectBots' in /nfs/c04/h07/mnt/62785/domains/ideavino.net/html/wp-content/plugins/simple-ads-manager/widget.class.php on line 444

Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /nfs/c04/h07/mnt/62785/domains/ideavino.net/html/wp-content/plugins/simple-ads-manager/widget.class.php:27) in /nfs/c04/h07/mnt/62785/domains/ideavino.net/html/wp-includes/feed-rss2.php on line 8
Idea Libro http://www.idealibro.net blog su libri, letteratura e fumetti Mon, 27 May 2013 13:21:50 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.5 Librerie virtuali a portata di click http://www.idealibro.net/2013/05/27/librerie-virtuali-a-portata-di-click/ http://www.idealibro.net/2013/05/27/librerie-virtuali-a-portata-di-click/#comments Mon, 27 May 2013 13:11:55 +0000 Ilaria Sangregorio http://libro.ideavino.net/?p=991 ebook-siti-download-italiano

Numerosi studi  hanno ormai comprovato che gli utenti delle nuove generazioni prestano in media un 15% in più di attenzione a formati alternativi,rispetto alla tradizionale impaginazione della carta stampata. Per tale motivo, Idealibro ha cercato di individuare i siti più navigati nei quali incalliti lettori digitali possano trovare un lido per saziare la loro fame di volumi, possibilmente di fattura forestiera.

Obooko, ad esempio, è un sito completamente gratuito e legale da cui poter scaricare e-books. Per accedere alla preziosa libreria online è sufficiente creare un account. Il sito ha recentemente introdotto due nuovi formati: ePub book e Kindle.

Da getfreebooks è possibile scaricare e-books  dai vari formati . Il browser “user-friendly” di cui si avvale il sito consente di salvare facilmente i volumi sui vostri dispositivi. Cosa offre? Più di 4000 biografie, web design e business ebooks, apps per organizzare i vostri e-books o per creare copertine.

Ebooke  è invece un sito che offre titoli più settoriali e una sezione dedicata ai magazines.

Se siete alla ricerca di libri scolastici, e-bookdirectory è il posto giusto! Il sito mette a disposizione  guide e manuali per  ottenere nuove competenze e un uso più professionale della lingua .

Infine, un sito che offre gratuitamente più di 42.000 titoli ma esteticamente il meno accattivante: su Project gutenberg troverete numerosi  e-book gratuiti, epub books, kindle books  e i volumi più apprezzati del momento da scaricare o leggere online.

]]>
0
Quando il romanzo di formazione diviene denuncia: “Scimmie” di Alessandro Gallo http://www.idealibro.net/2013/04/30/quando-il-romanzo-di-formazione-diviene-denuncia-scimmie-di-alessandro-gallo/ http://www.idealibro.net/2013/04/30/quando-il-romanzo-di-formazione-diviene-denuncia-scimmie-di-alessandro-gallo/#comments Tue, 30 Apr 2013 12:58:53 +0000 Rossella Failla http://libro.ideavino.net/?p=972 Sessiz_bir_gun_by_soneryaman

Mentre in Italia molti giovani tra i 20 e i 30 anni si chiedono quale direzione imprimere alla loro vita, Alessandro, classe 1986, nato e cresciuto nel rione Traiano di Napoli, ne ha già calcate due: figlio dell’associato camorrista Gennaro Gallo e cugino di Cristina Pinto, prima donna killer della camorra (meglio conosciuta come Nikita), Alessandro ha vissuto un’adolescenza da bullo, sperimentando sulla propria pelle o su quella degli amici più cari la droga, la delinquenza, il crimine, la morte. Fino all’incontro con il teatro, che gli ha dischiuso le porte della verità, di un’esistenza autentica ed umana, che lo ha riappacificato con sé stesso e con il mondo, facendogli recuperare quella dimensione di giustizia e integrità dalla quale aveva sempre preso le distanze. Oggi Alessandro vive a Bologna e lavora come scrittore, editore, attore, regista e formatore, curando percorsi di educazione alla legalità nelle scuole.

Scimmie, edito da Navarra Editore, è in parte autobiografico e dipinge la camorra degli anni Ottanta in maniera ruvida e asciutta, mai urlata, mai esasperata. Il narratore delle vicende non è un giornalista o un intellettuale le cui sensibilità risultano spesso lontane dal vissuto reale e perlopiù condizionate da modelli narrativi presi in prestito dal linguaggio massmediatico ma un uomo come tanti che richiama momenti del proprio passato senza soffermarsi più di tanto sulla descrizione accurata degli stessi: «Ciò che mi preme – spiega Alessandro – è riferire il fatto, il succedersi degli eventi. Il mio lavoro è la recitazione, dunque la mia scrittura risente profondamente del ritmo cadenzato della scrittura teatrale. L’approfondimento e la riflessione sui singoli avvenimenti esulano dagli intenti del mio romanzo e sono consegnati alla libera volontà di ognuno».

Protagonisti di Scimmie sono tre adolescenti abbrutiti dalla malavita che li circonda, pronti a tutto pur di scalare i vertici della camorra: Gennaro, Franco e Tore, ribattezzati Pummarò, Panzarotto e Bacchettone – perché per tre aspiranti boss essere privi di un soprannome è come essere privi d’identità, come essere nessuno – vivono la loro quotidianità tra furti, droga e rapine, scimmiottando i “grandi” della camorra e atteggiandosi da adulti strafottenti e attaccabrighe. Ma il loro grado di consapevolezza è infimo: i tre ragazzi hanno una visione del tutto mitica e ingenua della criminalità organizzata, lontana dal dolore, dal sangue, dalla realtà nuda e cruda, con la quale dovranno presto fare i conti.

Sarà l’incontro con Giancarlo, personaggio liberamente ispirato alla figura del giornalista Giancarlo Siani, a dare una svolta alla vita sregolata di Gennaro, rimasto solo dopo l’uscita di scena di Franco e Tore. L’intervento di Giancarlo sull’indole acerba del ragazzo è concettualmente assimilabile alla cura Ludovico cui viene sottoposto Alex, protagonista di Arancia Meccanica: una presa di consapevolezza che parte dai sensi per conficcarsi negli strati più profondi della coscienza, apertura coatta dello sguardo e apertura intellettiva, unita ad un senso di nausea pungente, a quell’ovo sodo, per usare le parole di Gennaro,che si piazza alla bocca dello stomaco ed è presagio di sventura.

L’esito emotivo per il protagonista, epurato da qualsiasi ambizione malavitosa, non può che essere duplice: amarezza e sollievo, rabbia e quiete, si susseguono nell’animo di Gennaro, fino all’imporsi di un sorriso sincero, capace di sedare per sempre l’urlo rabbioso degli anni giovanili e di far assaporare le gioie quotidiane con rinnovata dolcezza.

Per informazioni sul libro, sull’autore e sugli eventi legati al romanzo: http://scimmieilromanzo.com/

]]>
0
Giornata mondiale del libro: la lettura salvata dai più giovani. http://www.idealibro.net/2013/04/23/giornata-mondiale-del-libro-la-lettura-salvata-dai-piu-giovani/ http://www.idealibro.net/2013/04/23/giornata-mondiale-del-libro-la-lettura-salvata-dai-piu-giovani/#comments Tue, 23 Apr 2013 13:34:37 +0000 Edoardo Frigato http://libro.ideavino.net/?p=954 tumblr_lzqf836WiG1qip3ybo1_500

Mai come oggi, in occasione della Giornata Mondiale del libro, è giusto ricordare il ruolo fondamentale svolto dai neofiti della lettura! In un recente articolo comparso su Repubblica, nel quale vengono  commentati dei dati statistici sul consumo di libri tra i più piccoli, ne risulta sorprendentemente che il  58 per cento dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni è dedito alla carta stampata.

Sembra un dato che va decisamente in controtendenza rispetto all’idea di una tecnologia in grado di assorbire totalmente gli interessi e il tempo delle persone. Il consumo di libri tra i baby-lettori segna un distacco di ben 12 punti rispetto a quello degli esemplari adulti, che invece ” riscoprono l’ozio o al contrario il fascino di un esistenza workaholic”. Insomma, un esercito di pischelli ci osserva con condiscendenza mentre cincischiamo in internet, e dopo aver energicamente scosso il capo ritorna a concentrarsi sul libro davanti!

A segnare questa tendenza contribuiscono sicuramente   il lavoro dell’editoria giovanile e l’interesse che suscita;  ne è una testimonianza lo spazio sempre più ampio che occupa questo settore nelle librerie. Perché diciamocelo, i libri di oggi non hanno niente da spartire con le cazzatine che andavano ai nostri tempi. Ricordate i ‘Piccoli Brividi’? Quei libricini pseudo horror nei quali ogni fine capitolo doveva concludersi con una situazione di finta  tensione e suspense tipo: ‘ la porta si apri cigolando e comparve..’
Ma che vuoi che compaia! La solita mummia o lupo mannaro! I vari Harry Potter e  Percy Jackson  di oggi se li mangiano a colazione, i piccoli brividi.

Per non parlare dell’ abitudine di imporre  la lettura dei classici per ragazzi. Siamo sicuri che far leggere Pinocchio a un bambino sia una buona idea? Perché la versione edulcorata della Disney ha tagliato parti decisamente macabre del testo originale, come quella in cui pinocchio viene impiccato dal gatto e la volpe, o visitato dalla Morte durante la convalescenza a casa della fata turchina.
Senza contare che il Collodi è stato  un alcolizzato, giocatore d’azzardo e affetto da disturbi psichici! Resta comunque un grande, per carità! Ma riguardo ai libri credo sia sempre meglio non immischiarsi e far scegliere autonomamente ai giovincelli, che ne sanno più di noi.

In occasione dell’anniversario sopra citato, è stato organizzato un flash book mob gigantesco che ha coinvolto 800 classi in 41 Comuni della Regione Veneto, per richiamare l’attenzione e promuovere l’importanza della lettura.

]]>
0
Come sopravvivere ad un romanzo classico http://www.idealibro.net/2013/03/24/come-sopravvivere-ad-un-romanzo-classico/ http://www.idealibro.net/2013/03/24/come-sopravvivere-ad-un-romanzo-classico/#comments Sun, 24 Mar 2013 16:41:45 +0000 Edoardo Frigato http://libro.ideavino.net/?p=944 Nomi e titoli che spesso non suscitano molta attrazione, possono in realtà rivelarsi i libri che aspettavate da tempo, e sono sempre stati lì! Basta, seguire poche semplici regole!

Il romanzo classico non va affrontato a stomaco vuoto

Occorre rodaggio, e avere alle spalle un buon allenamento. Chi pensa che il miglior modo per avvicinare un bambino alla lettura sia darlo in pasto ai classici per ragazzi come Verne o Mark Twain sta commettendo un errore. Dategli Harry Potter o Geronimo Stilton e avrete un figlio bibliofilo. Consegnatelo a Salgari o Collodi e farete di lui un maniaco,poco ma sicuro.

Segnatevi i nomi

I classici non lesinano sui protagonisti. Che siano romanzi sociali, realisti o sovietici, la volontà è spesso quella di mettere in scena un consorzio umano quanto più vasto possibile, insieme alle umane passioni e sofferenze. Quindi tanti personaggi, tanti riflessi della società, che sia industriale o agricola, borghese o proletaria. Dunque fatevi un prontuario dei nomi. Soprattutto se è un libro russo: lì ci sono anche i patronimici, i nomignoli ..un casino.

Il classico va afferrato a piene mani

Perché sono massici, pesanti, non adatti a manine efebiche accarezza iphone! Tenere sollevato un Moby Dick o un Buddenbroock è roba per veri uomini /donne. Ma non solo: l’impegno fisico predispone a quello intellettuale. I classici sono spesso dei percorsi tortuosi nei meandri della psiche umana, in grado di restituire un ‘ecce homo’ con una lucidità che difficilmente troverete altrove. Come nasce l’uomo moderno e la modernità, lo trovate li!

Pazientate, Il classico val pure una messa

Nel senso che è inevitabile incontrare in un bel tomo ultra centenario qualche parte noiosa che vi farà venire voglia di usarlo come giavellotto. Per esempio il primo capitolo di Notre Dame è una rottura di zebedei, tutto lo slancio descrittivo di Hugo è spedito a ruota libera! Ma superato quello scoglio, quanta roba viene dopo!

Occhio al jet leg

La lettura di questi libri è un salto verso nuove coordinate spazio temporali. Scendere nelle miniere di carbone di Germinale, veleggiare per i mari tropicali della Linea d’Ombra o passeggiare per le campagne latifondiste di Gogol, significa immergersi in contesti reali ma scomparsi: un viaggio nel tempo, una scoperta di mondi , altro che Piero Angela!

]]>
0
Eroi? Ma quali eroi? Memoria e verità di Thomas Bernhard http://www.idealibro.net/2013/03/14/eroi-ma-quali-eroi-memoria-e-verita-di-thomas-bernhard/ http://www.idealibro.net/2013/03/14/eroi-ma-quali-eroi-memoria-e-verita-di-thomas-bernhard/#comments Thu, 14 Mar 2013 14:08:13 +0000 Claudia Turolla http://libro.ideavino.net/?p=931 Prendiamo un calendario fra le mani: ci accorgeremo che non vi è alcun giorno, fra tutti i 365 registrati, a godere di un attimo di respiro. Santi da celebrare, compleanni da festeggiare, giornate nazionali o internazionali di ogni sorta, morti di personaggi illustri, e così via. Incasellare, quasi avventizzare in tanti piccoli vani di cartoncino la memoria più o meno storica in una serie ordinata di cifre dà forse la – pia – illusione che il ricordo divenga permanenza e non si possa così sfuggire alla sua doverosa e ossequiosa conservazione. “Dimenticare è diventato un dovere sacro, la mancanza di esperienza un privilegio e l’ignoranza una garanzia di successo”, scriveva Hannah Arendt.  Dinnanzi a questa triste evidenza, quasi a voler coprire la macchia piuttosto che lavarla via, ecco che viene invertita la rotta e si stipano ricorrenze dalla scadenza giornaliera: oggi successe questo nel lontano blablabla, fermiamoci ventiquatt’ore ad urlarlo ai quattro venti, e domani è già un altro giorno.  Eppure ci sono memorie, siano esse collettive o individuali, che non ci stanno a farsi richiudere in una finestrella datata, specie se sotto lo sguardo ammiccante di qualche corpo nudo. Fatti che hanno trovato la loro realizzazione effettiva in un martedì di primavera, ma che hanno lasciato udire la loro eco per decenni a seguire. Che hanno lasciato segni indelebili su migliaia di vite. Che hanno fatto sì che quella data che li ha ospitati si rinnovasse ogni giorno, identica a sé stessa. Che sono diventati memoria allo stato puro, quella opprimente, di piombo, che nessuna spedizione di recupero può rimuovere dagli abissi dell’anima.

Dico tutto questo per due motivi. Il primo lo rammento giusto per non uscire dalla logica dell’agenda: oggi, mentre sto scrivendo, è il 12 marzo. Che non è l’8, e nemmeno le Idi, ma che settantacinque anni fa ha segnato una svolta fondamentale nella scalata all’orrore nazista. Il 12 marzo 1938, dopo essere arrivato a Vienna senza incontrare particolari resistenze, Hitler fa un bagno di folla festante e annette l’Austria al Terzo Reich. Comincia così un’inarrestabile corsa all’antidemocrazia, culminata il mese successivo con un referendum fantoccio nel quale, alla domanda: “Sei d’accordo con la riunificazione dell’Austria con il Reich tedesco avvenuta il 12 marzo 1938 e voti per la lista del nostro Führer Adolf Hitler?”, lo spazio per il “No” sulla scheda elettorale è sostanzialmente negato. Così come è negato il voto è circa 370 mila persone di origine ebraica. Lo scempio ancora non è plateale, ma è da qui che muove i suoi primi passi.

Il secondo motivo è appunto un libro, altrimenti non sarei qui a scriverne e voi a leggerne. Si tratta di una sceneggiatura per il teatro, datata 1988, a esattamente cinquant’anni dalla Anschluss e venticinque dal nostro 2013. Il testo porta il nome della Heldenplatz, la Piazza degli Eroi – suona quasi ironico – dove, nel cuore della capitale mitteleuropea, il Führer raccolse, proprio il 12 marzo 1938, le grida di entusiasmo di un popolo febbrilmente plagiato. A firmarne le pagine, Thomas Bernhard, cima della letteratura tedescofona contemporanea e autore fra i più contestati dalla piccola repubblica austriaca. Heldenplatz fu scritto e rappresentato in un clima nel quale la tensione poteva tagliarsi con il coltello: il testo, infatti, conteneva attacchi diretti allo stato e ai suoi principali esponenti politici, alla città di Vienna e alla grettezza dei suoi abitanti, alla banalità e all’asservimento della stampa nazionale. Nessuno dei vertici della buona borghesia venne risparmiato. La messa in scena dell’opera fu un vero e proprio scandalo, anticipato dai giornali e osteggiato dall’amministrazione della capitale: il Burgtheater, che accolse la prima, fu addirittura circondato da un cordone di polizia. Dal loggione piovvero striscioni e cori, gli astanti rimasero in fermento per tutta la serata, e alla fine, una standing-ovation lunga quasi mezz’ora salutò Bernhard alla sua uscita dalle quinte. Un successo.

La motivazione di questo risultato è assai semplice: Heldenplatz è una sceneggiatura di pura verità e memoria, quel ricordare di cui sopra, silenzioso ma carico di tempesta. Di eclatante, al suo interno, non sono particolari intrecci di azione o colpi di scena inattesi; forse si potrebbe addirittura dire che non succede quasi nulla. La prima scena si apre quando l’evento che costituirà il perno della narrazione si è già verificato: il Prof. Schuster, docente dell’Università di Vienna e di origini ebraiche, si è suicidato. Sarà il grande protagonista del testo, ma anche il suo grande assente. Le domestiche della sua abitazione, intente a stirare le camice del professore come se si trattasse di un’eredità preziosa, non possono che fissare impotenti la finestra dalla quale il suicida si è gettato il giorno precedente, lasciando che il suo corpo si maciullasse proprio sul suolo della Heldenplatz, sulla quale si affacciava il suo appartamento. L’enorme piazza dell’Hofburg accoglie i resti di un uomo disperato ignorandone di esserne stata la maledizione per una vita intera, e di conseguenza, anche la causa ultima del gesto estremo. A distanza di mezzo secolo, infatti, dopo un esilio forzato in Inghilterra e un ritorno in Austria che ha il sapore di una rassegnata seconda chance, Schuster e la sua famiglia si trovano a sguazzare, impaludati, in una società che sembra non essere cambiata: i nazisti, infatti, aleggiano ancora fra i grandi palazzi monumentali di Vienna, come se il Reich non fosse mai stato smembrato e una tacita persecuzione ebraica stesse ugualmente mietendo le sue vittime.

Questa violenta verità verrà sviscerata di battuta in battuta dalle voci delle domestiche di casa, delle figlie del professore e soprattutto dal fratello: la famiglia intera, riunita per dare l’ultimo saluto al proprio caro, ne traccia un ritratto che non è mai eroico e mai aspira a un lirismo patetico, tipico del compianto; Schuster è un uomo qualsiasi finito tra gli ingranaggi di un sistema sociale ottuso e immobile al quale non ha saputo sopravvivere. Forse non ne è neppure la vittima: vittime sono i rimasti, in grado di feroci attacchi alla politica, alla borghesia, alla ritualità un po’ nazista dei grandi appuntamenti viennesi, ai giornalisti che mascherano la realtà, ma fondamentalmente incapaci di scollarsene o di apportarvi dei cambiamenti. La passivizzazione a cui un mondo degradato ma potente ha condotto si riversa soprattutto sulla moglie del suicida, la quale ancora sente risuonare nelle sue orecchie le grida festanti della folla che acclamava Hilter sotto le sue finestre cinquant’anni prima. Non riesce a liberarsene: si chiuderà proprio così il testo, con le urla che si faranno sempre più impetuose nella testa della donna, ora però udibili anche da chi legge (e immagina) e chi in teatro sente e guarda. Solo la fuga, la non-risoluzione, potrà forse dare pace all’udito stanco. Un segnale acustico che si fa vessillo del messaggio di contestazione bernhardiano: cala il sipario (o si chiude la copertina), ma l’ipocrisia di una società statica e la brutalità di un’umanità sorda e senza coraggio rimangono al loro posto.

Punto fermo nella girandola di falsità e frustrazioni rimane la parola, l’unico strumento assertore di verità e su cui lo scrittore carica la sua poco convinta speranza di rinnovamento. Al nostro verbo affidiamo la potenza delle nostre azioni, o addirittura, è grazie ad esso che le creiamo. La parola è il mattone che costruisce il tempio della memoria, e solo per suo merito che arriviamo a scrivere a penna una commemorazione giornaliera sul calendario. Può essere la nostra distruzione ma anche la nostra salvezza. Schuster sacrifica la sua esistenza, nella finzione teatrale, per permetterci di cogliere questo messaggio nel suo ultimo grido liberatorio.

]]>
0
Il futuro dell’editoria è sempre più digitale http://www.idealibro.net/2013/03/11/il-futuro-delleditoria-e-sempre-piu-digitale/ http://www.idealibro.net/2013/03/11/il-futuro-delleditoria-e-sempre-piu-digitale/#comments Mon, 11 Mar 2013 12:37:35 +0000 Ilaria Sangregorio http://libro.ideavino.net/?p=921 Ormai è assodato che eBook ed eReader sono i protagonisti di questa rivoluzione che sta travolgendo il nostro modo di leggere. Funzioni interattive e multipiattaforma (cross-platform) i due fattori più importanti per il futuro dell’editoria.

I lettori di ultima generazione desiderano formati sempre più accessibili che possano permettere di  visualizzare i propri libri senza dover utilizzare Adobe Digital Editions per trasferirli manualmente nei loro e-reader, tablet o smartphone.

Ancora grandi divari nell’universo del fronte della lettura digitale intercorrono tra l’Italia e l’estero. La situazione oltreoceano è straordinariamente più avanguardistica.

Alcuni magazine statunitensi, ad esempio, hanno introdotto nuove applicazioni per iOS che permettono di ascoltare musica (pur continuando a navigare all’interno del giornale) e acquistare i brani prescelti tramite iTunes.

I volumi per bambini sono sempre più arricchiti da animazioni e autori “digitali” che prestano la loro voce; vi è anche la versione di Barnes and Noble,  la cui caratteristica interessante nella sua linea di tavolette Nook, riguarda la possibilità riservata a genitori o nonni di registrare la propria voce leggendo il libro (piuttosto che affidarsi ad un doppiatore).

Per quanto concerne i formati ebook, il formato di ultima generazione è l’EPUB3 basato su due nuove tecnologie in via di sviluppo, HTML5 e CSS3, le due lingue franche del web.

EPUB3 è un formato standard per ebook che consente di  accedere e consultare video, audio e link a siti esterni. Tutto ciò è accessibile tramite l’applicazione iBooks, ma è limitato solo ai prodotti Apple e non disponibile tramite Blackberry, Android, o PC.

Qualora voleste provare la nuova esperienza della lettura interattiva, in Italia potete consultare un prototipo, una graphic novel in versione enhanced (cioè realizzata secondo i criteri dell’EPUB3).

E in Italia? Quale sarà lo standard definitivo negli anni a venire? Quale futuro per il digital publishing?

]]>
0